Progetti

Attualmente i nostri progetti sono tutti focalizzati sull'area di Calcutta, in India. Città con il maggior numero al mondo di street children (250.000), Calcutta impiega 60.000 bambini tra i 5 e i 14 anni nel cosiddetto "lavoro domestico", forma di schiavismo che annulla personalità e futuro dei bambini. Per un approfondimento sulla condizione dei minori (e soprattutto delle bambine) a Calcutta e in India, leggi qui.

Collaborando a stretto contatto con le organizzazioni locali, Skychildren ha selezionato i progetti più efficaci e incisivi, che consentono un controllo diretto sia durante i viaggi fatti dai soci sia a distanza, attraverso un sistema di reporting settimanale e un resoconto economico mensile. Skychildren sostiene i progetti al 100%.

L'obiettivo immediato dei progetti è il miglioramento delle condizioni di vita di bambini abbandonati o provenienti da situazioni famigliari di miseria e/o violenza. Attraverso l'istruzione, leva imprescindibile di cambiamento sociale, lo scopo ultimo che ci prefiggiamo è quello di rendere questi bambini autonomi e capaci per un futuro reinserimento nella società.

Forse non possiamo costruire il futuro di questi bambini, ma possiamo "costruire" loro per affrontare il futuro.

Atelier di Pittura a Calcutta

Un atelier di pittura a Calcutta

Portare ai bambini di strada, a bambini orfani, abbandonati e spesso abusati il “gioco del dipingere”, significa regalare loro una parentesi, nel loro inferno quotidiano, per essere se stessi in pace e con serenità. Seguendo i principi del Closlieu di Arno Stern, Luisa Adami ha attivato in alcuni dei centri scolastici e rifugi sostenuti da Skychildren uno spazio per la pittura libera e creativa. Dipingere senza seguire un modello, senza programmi o un obiettivo da raggiungere, al riparo da condizionamenti e giudizi, seguendo il proprio ritmo, solo per il proprio piacere, diventa una potentissima occasione di auto gratificazione. In un percorso personale nel quale lo sviluppo della manualità fine si accompagna alla crescita di tutta la persona, i bambini si sentono completamente accolti e possono incrementare la propria autostima, il senso di responsabilità e un equilibrio che, per esempio, pone una barriera alle dipendenze. Si possono manifestare capacità fino ad allora sconosciute al bambino stesso, che ne trae sicurezza e profonda soddisfazione. Bambini troppo traumatizzati per parlare, bambini con disabilità fisiche o cognitive, in questi anni stanno traendo grandissimi benefici dall’opportunità rappresentata da questo progetto.

Rifugio di emergenza per bambine

Rifugio d'emergenza per bambine trafficate  

Si stima che nel mondo più di 13 milioni di bambini siano vittime della tratta di essere umani; l'India è una delle principali sorgenti di questo traffico. Da Calcutta transitano milioni di donne e bambini, rapiti, trafficati, la metà dei quali vittime di abusi sessuali, venduti al mercato della prostituzione, del lavoro minorile e della schiavitù. CINI, la onlus con cui collaboriamo per questo progetto, gestisce da anni la "childline", una sorta di telefono azzurro d'emergenza, attivo 7 giorni su 7, 24 ore su 24, che consente di individuare e rintracciare bambini scomparsi soprattutto tra le stazioni, i treni e le strade. Nel 2017, attraverso la childline, CINI ha salvato e soccorso 458 bambine nella sola Calcutta.

Skychildren nel 2018 ha ristrutturato un edificio che serve per accogliere queste bambine in difficoltà, trovate sulle strade o nelle stazioni in situazioni di pericolo, salvate nell'immediato da violenze, traffico di minori, prostituzione minorile. In questo luogo sicuro e protetto, alle bambine viene assicurata una protezione tempestiva: cibo, vestiti, cure mediche d'emergenza, supporto psicologico, perché si possano ristabilire velocemente per reintegrarsi nella società. Il primo obiettivo, infatti, anche secondo la legge indiana, è il ricongiungimento famigliare: una volta assistite le bambine nelle loro prime necessità, una volta ricostruita la storia di ognuna, è necessario risalire alle famiglie di origine per reinserirvi le piccole sotto la guida e il controllo dei nostri operatori sociali. Questo passaggio può durare qualche giorno o diverse settimane, a seconda dello stato in cui vengono ritrovate le bambine, delle condizioni della famiglia o dell'eventuale necessità di collocarle in strutture permanenti (case famiglia come quella di Keertika) quando si tratta di bambine abbandonate, senza genitori o parenti che se ne possano occupare. Per questo è fondamentale la perfetta funzionalità del rifugio temporaneo attivato da Skichildren, che può accogliere anche 50 ragazze in contemporanea e assicura loro i servizi di prima necessità in un ambiente sereno e costruttivo. Nell'arco di un anno il rifugio ospita più di 400 bambine, sempre per brevi periodi.

Grazie alla ristrutturazione finanziata da Skychildren, che ha previsto il rinforzo strutturale dell'intero edificio, demolizioni e costruzioni di bagni, impianto idrico ed elettrico, sistema di sicurezza e antincendio, spazio completo di attrezzature mediche per primo soccorso, dormitori, cucina e aree di svago, la casa risponde ora al meglio alle necessità di protezione delle bambine salvate dagli orrori delle strade.

Progetto cliniche itineranti

Cliniche itineranti nei villaggi rurali

I villaggi nelle campagne distano parecchie ore di auto dagli ospedali di Calcutta e spesso i bambini ricevono cure mediche solo quando le malattie sono ormai a uno stadio troppo avanzato. Per questo, abbiamo introdotto il progetto delle “Cliniche Itineranti” nei villaggi rurali. Si concretizzano in una lunga e intensa giornata ogni mese, durante la quale vengono allestiti degli ambulatori temporanei e un dispensario: gli abitanti dei villaggi possono così accedere a cure mediche di base di estrema importanza quali viste mediche generali, profilassi vaccinali, terapie farmacologiche, somministrazione di vitamine, pasti nutrienti per neonati e future mamme.

Il progetto sostenuto da Skychildren include una componente significativa di “counseling” da parte di qualificati operatori sociali. L’intera comunità viene contattata e coinvolta in successivi incontri individuali e collettivi in cui si cerca di promuovere la conoscenza riguardo alle malattie, di fare prevenzione, di aiutare queste persone ad accedere ai servizi sanitari governativi (è stata costituita una rete con gli ospedali statali, dove vengono inviati i pazienti più gravi o cronici) e, in generale, di favorire un miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e dell’utilizzo di acqua potabile. Un’attività fondamentale è il “controllo” che gli operatori fanno, famiglia per famiglia, successivamente alla giornata della clinica, per verificare che le medicine consegnate non vengano rivendute, dimenticate o assunte in maniera non corretta.

Cliniche nello slum di Chitpur

Chitpur è uno slum non registrato della città di Calcutta, con circa 5000 abitanti, noto come “colonia di Jotynagar”; è situato alle spalle della azienda Cossipur, nella quale si producono armi da fuoco.

La maggior parte della popolazione di questa baraccopoli ha lasciato il Bangladesh nella speranza di trovare un lavoro e un futuro migliore, ma si è ritrovata a vivere in condizioni disumane. Qui le persone abitano, infatti, in 8, anche 10 ammassate in piccole stanzette, in baracche senza fognature e in condizioni igieniche precarie. Le famiglie si guadagnano da vivere con impieghi alla giornata e la maggior parte trova sostentamento dedicandosi al riciclo di bottiglie di vetro, lavoro in cui sono coinvolti anche i bambini.

Quasi il 60% di queste persone è analfabeta e tale lacuna è alla base del mancato rispetto e della violazione dei basilari diritti civili, in primis quelli dei bambini. I piccoli, infatti, sono per i loro genitori innanzitutto una fonte di guadagno: quasi tutti, nello slum, affiancano gli adulti nello sminuzzamento delle bottiglie di vetro, eseguito a mani nude perché i pezzi siano sufficientemente piccoli e della forma giusta per avere più valore sul mercato di sbocco (aziende di fusione del vetro). 

In questo contesto è attivo un centro per l’infanzia governativo ICDS che accoglie bambini di età compresa tra gli 0-6 anni ed ha l’obiettivo di migliorare la nutrizione e la salute di questi bambini e contribuire a un loro adeguato sviluppo psicologico, fisico e sociale. 

Il centro offre assistenza sanitaria, nutrizionale e igienica alle madri, educazione prescolare non formale per bambini dai 3 ai 6 anni, alimentazione supplementare per tutti i bambini, le donne incinte e le madri che allattano, il monitoraggio della crescita e la promozione ai servizi di assistenza primaria, come le vaccinazioni. 

Skychildren ha avviato una clinica medica settimanale per migliorare ulteriormente le condizioni di salute dei bambini che vivono nello slum di Chitpur e per fornire i servizi medici di base a cui gli abitanti di questa baraccopoli non hanno accesso. 

La clinica settimanale si occupa in particolare  dei bisogni dei bambini, delle donne incinte e delle mamme che allattano, degli adolescenti e degli anziani. Viene data importanza al miglioramento delle condizioni generali dei pazienti, cui vengono somministrate cure e farmaci gratuitamente.

Lo staff,  in questi mesi, ha già raccolto dati di riferimento sulla salute dei bambini sotto i 6 anni che frequentano il centro scolastico a Chitpur e sottoporrà al personale medico tutti i casi che necessitano cure.

La clinica medica è gestita sotto l'amministrazione dell’ospedale di Hope, per due ore al mattino (dalle 11 alle 13) ogni giovedì. Un medico generico insieme a un'infermiera ostetrica visita i pazienti. 

Circa 60 pazienti beneficiano della clinica ogni settimana (3.120 pazienti in un anno). 

Inoltre, durante l'anno, l’ospedale di Hope organizza una giornata di controllo oculistico presso la clinica medica di Chitpur.

L'ambulanza dell’ospedale di Hope viene utilizzata per trasportare il personale e i farmaci necessari per la gestione della clinica.

L’obiettivo è di fornire cure di qualità, diagnosi e farmaci gratuiti agli abitanti delle baraccopoli di Chitpur, con il necessario rinvio agli ospedali del governo locale per eventuali indagini e trattamenti medici necessari. 

Nel caso in cui il paziente non venga ammesso all'ospedale governativo a causa di mancanza di alloggio, sarà ospitato presso l’ospedale di Hope.

Per ogni paziente che sarà visitato verrà preparata una scheda  in cui saranno indicati i dati medici, le medicine prescritte e lo stato di salute. La scheda verrà aggiornata ad ogni visita.

Progetto “Keertika” Casa rifugio per bambine abusate - Calcutta, India

Lo scopo del progetto "Keertika" è quello di proteggere e sostenere bambine vittime di traffico di minori e violenze sessuali.

Ad oggi si tratta di una casa-rifugio a Calcutta, in cui sono assistite 25 bambine tra i 6 e i 17 anni, salvate da situazioni di estrema violenza e degrado.

Spesso sono state “date” (vendute) dai genitori ad altre famiglie come “lavoratrici domestiche” ancora piccolissime (molte a 3 o 4 anni), ritrovandosi in realtà a diventare vere e proprie schiave, vittime di continui abusi sessuali e psicologici. 
In altri casi si tratta di figlie di donne che sono state obbligate a matrimoni combinati intorno ai 10 anni e, dopo aver avuto numerosi figli, sono state abbandonate dal marito. Queste giovani madri lasciano i bambini incustoditi quando escono per cercare lavoro e, vivendo nelle baraccopoli o sulla strada, i loro figli subiscono abusi e violenze da parte dei “vicini”.

Presso la casa-rifugio viene loro assicurata, oltre alla soddisfazione dei bisogni primari (vitto, alloggio, vestiti, etc.), la frequenza regolare della scuola, una formazione professionale, patrocinio legale gratuito, assistenza psicologica continuativa e attività di svago per il loro benessere e la loro crescita fisica e mentale. L’obiettivo è di fare in modo che queste ragazze possano poi reintegrarsi nella società in modo costruttivo e senza ritornare ad essere vittime di abusi.

Ad oggi, almeno altre 50 bambine di cui conosciamo il nome e la storia di violenza, sono in attesa di poter entrare nella casa-rifugio. 

Progetto bambini dei quartieri a luci rosse - Calcutta, India

Lo scopo del progetto è quello di proteggere dallo sfruttamento e dagli abusi i bambini che vivono nei distretti a luci rosse di Calcutta, sostenendone l’istruzione

Secondo le statistiche, in queste zone della città lavorano circa 40.000 prostitute sotto i 18 anni. I quartieri a luci rosse sono aree di profondo degrado, dove la prostituzione anche minorile, l'abuso di alcol e droga, la violenza domestica, il traffico di minori, i matrimoni precoci, il lavoro infantile, costituiscono la normalità in un’infanzia a tutti gli effetti negata.

Nella totale promiscuità di questi ambienti, le madri stordiscono i figli più piccoli con l’alcol per tenerli con sé mentre svolgono la loro professione o li lasciano gironzolare incustoditi tra i pericoli del quartiere o incaricano i fratelli maggiori di prendersene cura, impedendo loro di frequentare la scuola. Spesso i bambini sono abusati dai clienti. La categoria di prostitute più ambita e redditizia è quella delle minorenni, che vengono tenute nascoste, in quanto per lo più si tratta di bambine rapite o che vengono violentate dai papponi per forzarle alla prostituzione già a 8 anni. La polizia archivia questi casi come “bambine disperse” invece che rapite. E nessuno le cerca più.

In questi quartieri attiviamo degli spazi dove i bambini possono rifugiarsi quando le mamme lavorano, in cui trovano riparo dalla violenza fisica e psicologica e dove viene offerto loro un primo livello di istruzione, oltre a un tetto sotto il quale fermarsi anche la notte nel caso non si sentano al sicuro.

Con il supporto degli insegnanti e degli operatori locali, vengono organizzati incontri regolari tra gli adulti del quartiere al fine di sensibilizzarli su temi chiave come i diritti dell’infanzia e l’importanza di mandare i propri figli a scuola.

Attraverso l’offerta diretta di servizi di istruzione, protezione e assistenza e attraverso questo lavoro sulla comunità, Skychildren intende assicurare i diritti dell’infanzia, indirizzando i bambini alle scuole governative dopo un'adeguata preparazione, supportandoli poi negli studi in modo da prevenire gli abbandoni scolastici e rendendoli consapevoli dei propri diritti e di come ottenerli. 

Progetto bambini invisibili delle stazioni - Calcutta, India

Una moltitudine di bambini in fuga dalla miseria dei villaggi rurali e spesso da abusi e violenze, usa le ferrovie per cercare di raggiungere le città, nell’illusione di trovare una salvezza. Come risultato, migliaia di bambini che giungono nelle stazioni con il desiderio di avventura e di una vita migliore, finiscono per vivere tra rotaie e banchine, esposti a droghe e brutalità.

La stazione è un luogo caotico, perfetto per persone che intendono approfittarsi di bambini soli, disperati e vulnerabili; molti di loro finiscono così per rifugiarsi nello stordimento delle droghe più economiche e più dannose. Uno stuolo di bimbi mendicanti è talmente comune in India da venire quasi ignorato dai viaggiatori: essi fanno parte dello “scenario” di una stazione. Diventano quasi invisibili.

Lo scopo del progetto è quello di individuare i bambini in pericolo prima che trafficanti e approfittatori ne abusino e di trarli in salvo offrendo loro un futuro. Presso le stazioni vengono creati dei rifugi dove centinaia di bambini, intercettati dagli operatori sociali sui binari e nei treni, possono trovare riparo. Hanno accesso a un pasto, all’igiene di base e ad assistenza medica di emergenza, se necessaria. Soprattutto, hanno accesso al supporto e al confronto con personale specificamente formato, che cerca di ricostruire la loro provenienza, di capire se e perché la famiglia non se ne sta prendendo cura, di instradarli verso l’istruzione e di prendersi in carico il loro futuro. La priorità è sempre quella di ricongiungere i bambini alla loro famiglia di origine: per questo, parte consistente del lavoro è quella svolta sulla comunità e finalizzata a “educare” le famiglie (e, se presente, il “gruppo dei saggi”) sui diritti fondamentali dell’infanzia, sul divieto del lavoro minorile, sui danni provocati dai matrimoni precoci, sull’importanza della scuola, etc.

Molte sono le storie di successo tra i bambini salvati nei nostri rifugi e concluse con il ricongiungimento a quelle famiglie da cui, di solito, si sono allontanati anche a 2 o 3 anni di età, per diventare pulitori di scarpe, drogati e piccoli prostituti.

Una componente importante di questo successo è rappresentata dal rapporto collaborativo che viene costruito, con grande impegno da parte dei nostri operatori, con i diversi soggetti che hanno un ruolo di impatto sul contesto delle stazioni: la polizia ferroviaria, i venditori ambulanti, chi a diverso titolo lavora sui binari. Queste sinergie permettono di costruire una rete informativa e di monitoraggio a protezione dei bambini, che, spesso, ne diventano parte, trasformandosi in veri e propri assistenti dei nostri operatori sociali. Sono loro stessi, infatti, a segnalare situazioni anomale o di pericolo, soprattutto a difesa di altri ragazzini. 

Progetto scuole per i bambini di strada - Calcutta, India

A Calcutta ci sono migliaia di bambini che vivono in condizioni disperate sulla strada, sui binari dei treni, nei mercati, negli slum o in quartieri abusivi, in condizioni al limite della sopravvivenza. Questi bambini indifesi sono continuamente esposti ad abusi fisici, economici e sessuali. Skychildren cerca di aiutarli, togliendoli dalla strada e portandoli in centri d’istruzione, dove possano prepararsi a entrare o ri-entrare nel sistema scolastico ufficiale. L’età dei bambini va dai 4 ai 14 anni.

Molto spesso vengono dai margini estremi della società e i loro genitori sono coinvolti in attività illecite o a rischio (traffico di droga, produzione illegale di liquore, mercato del sesso, raccolta di stracci), generando grave insicurezza al nucleo famigliare. Frequentemente i bambini si dedicano a una serie di piccoli mestieri che servono per arrotondare le magre entrate dei genitori. Per questo motivo, i nostri centri scolastici sono aperti in orari compatibili con le loro occupazioni nei mercati (come venditori di tè, pulitori di scarpe, piccoli facchini) o nelle attività di famiglia, normalmente attive nelle prime ore della mattina.

I bambini che frequentano i nostri centri ricevono istruzione, libri e materiale scolastico, un pasto e assistenza psicologica. In questo modo vengono motivati a non abbandonare gli studi e ricevono supporto nei compiti assegnati dalle scuole governative (per chi riesce a frequentarle), non potendo contare sull’aiuto da parte dei genitori (di solito analfabeti). Oltre all’istruzione tradizionale, vengono insegnate diverse attività pratiche, come yoga, danza, sport, teatro, poesia, marionette, musica e arti e mestieri. Le diverse attività in cui è coinvolta la classe aiutano a superare le barriere, a creare fiducia e aiutano i bambini a diventare maggiormente autosufficienti e in grado di difendersi.

Il supporto psicologico è molto importante per questi bambini che sono esposti fin da piccoli a rischio di abusi e ad ambienti pericolosi. Proprio per questo motivo, dal 2014 abbiamo esteso la presenza della psicologa nei centri da 3 a 5 volte alla settimana, riscontrando benefici immediati e tangibili.

Oltre ad attività di lavoro diretto con i bambini, il programma prevede anche iniziative per formare e istruire i poliziotti in merito ai diritti dell’infanzia e alla giustizia minorile. Tra tutti i dipartimenti governativi, infatti, la polizia è quello più a contatto con la base popolare ed è spesso diretta testimone della “vita vera”, venendo anche coinvolta nelle controversie con genitori e bambini.

Il progetto si è dimostrato di grande successo nel recupero di bambini in età scolare e nel loro inserimento nel sistema scolastico ufficiale e ha avuto un impatto generalmente positivo sull’intera comunità. 

Progetto “Anirban Rural Welfare” scuole nei villaggi rurali - Calcutta, India

Nel distretto di Gondia Bhadura, a circa 60km da Calcutta, Skychildren lavora per aiutare centinaia di famiglie che vivono in alcuni villaggi rurali di una delle zone più povere dell’India. Il progetto è incentrato sulla scolarizzazione di 350 bambini: le persone che abitano queste aree sono per lo più contadini e braccianti analfabeti che vivono alla giornata. Gli anziani e i genitori non hanno ricevuto un’istruzione e molto spesso, quindi, sono analfabeti e non sono a loro volta in grado di garantire la scuola ai loro bambini, specialmente quando vivono in condizioni di estrema povertà.

Nella scuola di Anirban, oltre a ricevere un’istruzione di base a sostegno e a volte a compensazione di quella formale, i bambini sono protetti dal lavoro minorile, accompagnati in un percorso formativo e coinvolti in attività ricreative che li aiutano a sviluppare le loro capacità. Lo scorso anno abbiamo costruito e inaugurato un nuovo piano dell’edificio scolastico, per consentire ad ancora più studenti di accedere all’istruzione. Questi bambini saranno la prima generazione istruita nelle loro famiglie! 

Risultati raggiunti: realizzazione del secondo piano della scuola, pozzo di acqua potabile e servizi igienici.